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E’ una specie di, come
si dice, di lista, elenco, una sorta di... campionario umano di personaggi
tipicamente italiani, personaggi quotidiani e bizzarri allo stesso tempo.
C’è un entusiasta che
deve organizzare una festa ma...gli invitati latitano; uno curioso, un po'
invadente con il suo vicino in attesa dal dentista; un “bamboccione”, un uomo
di sinistra, un neonato e poi c’è… c’è… chi c'è? Ce ne sono tanti altri.
Sul palco sono solo
ma parlo sempre con qualcuno; che c’è ma non c’è.
Sono monologhi ma
sembrano dialoghi: quotidiani e surreali.
Forse è una metafora
della vita contemporanea; anche se non mi ricordo cosa vuol dire metafora.
Uno spettacolo pieno
di amnesie dove si capisce che dimentichiamo solo quello che ci fa comodo e non
ascoltiamo gli altri. Se li ascoltassimo rideremmo molto di più.
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